Carlo e la lezione della sera

È sera, sono sfinita. Da dodici ore fuori casa e sono ancora nel parcheggio della scuola. Mi avvio verso l’ auto. Ho uno zaino pesante, pieno di lavori, documenti e di idee da realizzare.

  • Prof!- Mi sento chiamare da Carlo, uno studente della quinta Serale. – Le devo raccontare una cosa, voglio condividerla con lei!
  • Dimmi!
  • Giorni fa mia figlia ha preso cinque in matematica e a me è dispiaciuto. Le ho detto: “Ma come? Sei sempre stata brava in matematica!” Così domenica mi sono messo vicino a lei , ho guardato un po’ il suo quaderno, il libro e poi ci siamo messi a capire insieme… sa Prof sta facendo quelle espressioni con i segni e le lettere…
  • I polinomi!
  • Sisi, però anche con le potenze! E mi sono ricordato che due anni fa me li aveva spiegati lei, così io e mia figlia ci siamo messi a studiare insieme domenica mattina. Poi lo sa Prof ? Ha preso sette meno al compito! E’ stata una grande soddisfazione per me. Sono riuscito a farle capire le regole! Ci tenevo tanto a condividere questa cosa con lei!-

Mi sorride a cuore aperto e io non posso che ricambiare!

  • “Bravissimo, sono molto contenta!”- Trattengo a stento la mia commozione.

Sola in macchina, nel buio della sera, piango di gioia perché ancora una volta percepisco la soddisfazione di svolgere questo mio lavoro.

Carlo è un autista di linea, si alza prestissimo per andare a lavorare nel primo turno e a fine giornata, nel pomeriggio viene a scuola per studiare fino a tarda sera. Il sabato e la domenica spesso rinuncia ad uscire perché ha un compito, o un’interrogazione: così fanno gli studenti lavoratori!

A cinquant’anni Carlo ha imparato a studiare e ha scoperto di saper trasmettere quello che conosce, con devozione e rispetto.

Questa è la Scuola Serale.
Pierangela Dell’Oglio

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