Il nostro Istituto ha recentemente ospitato un evento speciale: una simulazione del G8 che ha trasformato la nostra aula in un vero tavolo negoziale internazionale.
Il progetto, assegnato dalla nostra professoressa di Inglese, Roberta Polimanti, è nato con l’obiettivo di unire l’apprendimento linguistico alla realtà geopolitica, vedendo anche la partecipazione attiva del professore di Diritto ed Economia Politica, Francesco Natale.
Al centro del dibattito c’era il destino di Mondria, una nazione chiamata a decidere il proprio futuro tra spinte economiche e diritti sociali.
Il tavolo delle trattative è stato arricchito da vari interventi tenuti dai rappresentanti delle varie organizzazioni.
Il Primo Ministro di Mondria, impersonato da Anna Basilisco, ha dovuto negoziare con la multinazionale Tronics.
I delegati delle grandi potenze sono stati:
Renata Ambrosini per Tronics
Bianca Felix per l’E.U.
Davide Di Giampaolo per l’U.S.A.
Valerio Lupo per l’U.K.
Alessandra Andrenacci per il Canada
Francesca Maltagliati per Japan
Larysa Tsymbalyuk per la France
Andrea Pepe per la Russia
Alessia Mambella per l’Italia
Alessandro Martinelli per Consumer
Davide Di Lorenzo per AID
Manuel Del Greco per Workers.
La sfida non era solo linguistica, ma strutturale: come conciliare il profitto aziendale con il benessere del popolo?
Per rendere l’esperienza autentica, noi studenti abbiamo voluto che la forma rispecchiasse la sostanza.
Abbiamo allestito le nostre postazioni con le bandierine ufficiali dei diversi Stati, simboli che hanno dato solennità ai nostri interventi e hanno colpito molto i docenti.
Questo dettaglio, unito ad una preparazione accurata, ha permesso di elevare il dibattito da semplice compito scolastico a vera simulazione professionale.
Un’esperienza formativa unica
Il momento più gratificante è stato il confronto diretto, dove ogni parola in inglese pesava come una decisione reale.
Il successo è stato confermato dall’apprezzamento dei professori e dall’applauso finale della classe.
Abbiamo imparato che la diplomazia richiede studio, fermezza e una visione chiara: saper parlare al mondo significa, prima di tutto, saper difendere i propri valori.
Articolo a cura della classe IV A A.F.M. serale dell’Istituto Aterno-Manthonè di Pescara

